Non possiamo vedere nient'altro che noi stessi,perchè siamo fatti della materia degli specchi, lo so, sembra solo una bella teoria.. ma un giorno scoprirai che è una immensa e reale verità..l'unica realtà che vediamo siamo noi stessi .. riflessi..odiamo e ci innamoriamo di noi stessi.. sempre amiamo e ci arrabbiamo con le nostre parti che vediamo riflesse in chiunque ci capiti di fronte..se proviamo stima per qualcuno .. stiamo solo proiettando fuori una nostra parte che non vediamo su di noi..questa è una cosa importantissima perchè è il senso della vita...le relazioni, le interazioni con gli altri.. servono per conoscere noi stessi..se non lo sappiamo .. è il caos.. (ed in effetti se uno si guarda in giro..) ma se comprendiamo e integriamo questo.. be direi che la vita diventa un bel gioco..
blog di Gilberto
Persone di seconda mano..
Inserito da Gilberto il Mar, 24/06/2008 - 13:46Il mondo imperfetto triste e brutto che vediamo è perfetto nel suo rappresentare noi stessi.. ''siamo persone di seconda mano condizionati da ogni forma di influenza..'' scrisse Krishnamurti '' niente di nuovo in noi, nulla che sia stato scoperto da noi stessi, niente di originale, chiaro, intatto,'' la società, è quello che è perchè noi siamo quello che siamo.. angusti meschini pretenziosi, ansiosi, colpevoli timorosi, competitivi... non siamo diversi dai nostri politici, dalla classe dirigente, loro sono la nostra espressione.. Le regole sociali, il bene, le grandi religioni,le sette, le dittature a fin di bene, le grandi democrazie, i grandi maestri, i grandi saggi, i grandi santi, i grandi illuminati, i grandi movimenti sociali ecc. hanno generato violenza interiore ed esteriore ovunque.. loro malgrado .. ma ovunque.. in ogni momento della storia ed in ogni zona geografica..Distinguere tra bene e male e imporre agli altri o a se stessi di scegliere il bene la via giusta ecc. è dimostrato nei secoli che genera solo male e violenza..Questo succede perchè se si vuole modificare il film è inutile agire sullo schermo.. se imponi regole allo schermo che sono in contraddizione con la pellicola non cambi la proiezione ma la interrompi o ne danneggi la qualità.. La tradizione ci porta a voler cambiare questa realtà dall'esterno, in qualsiasi posto ci capiti di essere, il movimento è dall'esterno verso l'interno.. ed il risultato sempre ipocrisia finzione e tragedia.. regole, schemi ... insomma il giusto e lo sbagliato.. chi vuole cambiare rifiutando l'approccio tradizionale potrebbe chiedersi se non sia possibile esplodere dal centro.. (Libertà dal conosciuto Krishnamurti ) cambiare il mondo dal '' di dentro''.. cambiare il mondo cambiando la nostra consapevolezza di noi stessi e quindi del mondo...Se diventiamo consapevoli, se prendiamo coscienza di ciò che siamo, ci liberiamo dalle influenze millenarie che ci condizionano, ci liberiamo dai condizionamenti interiori ed esteriori, ci scopriamo e lasciamo che noi si viva la nostra vita.. Potremmo vedere.. che ''tutto'' è perfetto e al limite che l'unico problema è che ''tutto'' non lo sa.. ed a quel punto magari non cambiamo più niente e ci accettiamo come siamo.. e accettiamo il mondo come è...
Il femminile perduto
Inserito da Gilberto il Ven, 20/06/2008 - 23:09Vi parlerò del femminile perduto... castrato.. violentato.. cancellato.. ovviamente non nella realtà universale, (li non possiamo per fortuna fare nulla) ma nella nostra povera realtà terrestre fisico materialista.. e di conseguenza dentro di noi.. La luna.. la notte.. l'intuizione.. l'irrazionale.. la natura.. la bellezza.. la ricettività.. la ciclicità.. la fertilità.. l'ascolto.. l'emozione.. l'anima.. la madre.. quella metà di universo che è anche la metà di ognuno di noi.. L'abbiamo relegata in alcuni ''stereotipi'' vuoti e senza anima come gli ideali o più spesso nell'unico linguaggio da noi conosciuto come duale : il sesso. E' invece ora di riconoscere questa dolce e affascinante metà dentro di noi.. nella nostra anima nella nostra essenza.. in modo che le donne e gli uomini ritrovino quel equilibrio smarrito nella notte dei tempi.. ''Fare Anima'' un grande psicologo sostiene nei suoi libri.. di questo ha bisogno l'umanità.. riscoprire i miti, le immagini e il divino femminile dentro ogni essere, riportarlo in luce con il maschile, lasciando libertà di espressione ad un unico e completo essere umano, finalmente più in sintonia con la propria essenza, finalmente un po' più simile all'universo.. ed a se stesso.. Nel secolo scorso, troviamo che la donna si è emancipata, liberata dalla schiavitù di un ruolo secondario e scomodo in cui l'uomo l'ha relegata da secoli, ma a quale prezzo? Rinunciare definitivamente al femminile.. alla propria essenza.. ha dovuto lottare per emergere in una società maschile dimostrando la propria uguaglianza con quello che era considerato il ''sesso forte'' e riconoscendo la propria parte maschile.. L'emersione della maschilità delle donne ha spostato ulteriormente lo squilibrio della nostra società verso la parte destra dell'universo.. relegando nell'ombra quella sinistra.. (nulla di politico ovviamente) Il risultato lo possiamo vedere tutti i giorni nelle notizie di cronaca... per quello che riguarda lo squilibrio maschile.. e nella domanda di aiuto a medici dottori e psicologi da parte di un numero sempre maggiore di donne che si scoprono depresse, ansiose, insonni, con problemi di salute all'apparato riproduttivo, con problemi di regolarità mestruale, o semplicemente nella migliore delle ipotesi insoddisfatte di sé.. Indispensabile quindi il recupero del femminile perduto... indispensabile quindi una ricerca interiore..
Credete che gli uccelli cantino solo per gli altri uccelli?
Inserito da Gilberto il Mar, 10/06/2008 - 18:17Dovremo ampliare la nozione di ambiente nel senso
di una << ecologia del profondo>>, partendo dall'ipotesi
che il nostro pianeta sia un organismo vivente, che respira e si autoregola.
Poichè qualunque cosa abbiamo intorno può nutrire la nostra anima
in quanto alimenta l'immaginazione, la fuori è pieno di materia animica.
E allora perchè non ammettere, con l'ecologia del profondo,
che l'ambiente stesso è intriso di anima, animato, inestricabilmente fuso con noi
e non già sostanzialmente separato da noi?
La visione ecologica restituisce all'ambiente anche l'idea classica
di '' providentia'': l'idea che il mondo provvede a noi, bada a noi, ci accudisce perfino.
E ci vuole vedere intorno. Predatori, tornado,tafani in giugno
sono soltanto frammenti del quadro. Provate a pensare a quante cose
buone e profumate ci sono, invece.
Credete che gli uccelli cantino solo per gli altri uccelli?
Questo pianeta, respirabile, commestibile, bello e piacevole,
rifornito e tenuto in ordine invisibilmente, ci mantiene tutti quanti grazie
al suo sistema di sostegno alla vita. Questa si è cultura.
L'ambiente, allora, sarebbe immaginato ben aldilà delle condizioni sociali
ed economiche, al di la di tutto l'impianto culturale, come comprendente ciascuna piccola cosa che si prende cura di noi ogni giorno: i nostri pneumatici,
e le tazze di caffè
e le maniglie delle porte ed il libro che ho in mano.
Diventa impossibile escludere come irrilevante questo pezzetto di ambiente
a favore di quell'altro che invece avrebbe senso, come se si potessero disporre in ordine d'importanza i fenomeni del mondo. Di importanza per chi?
Anzi, deve cambiare la nostra stessa nozione di importanza; invece di importante per me, penseremo: << importante per altri aspetti dell'ambiente >>.Ci domanderemo: Questa cosa fornisce nutrimento ad altre cose che ci sono intorno?
Dà un contributo alle intenzioni del campo, di cui io sono soltanto
una piccola effimera parte?
Via via che si trasforma la nozione di ambiente anche il nostro modo di vedere l'ambiente cambia. Diventa sempre più difficile dividere con un taglio netto psiche e mondo,
soggetto e oggetto, qui dentro e là fuori. Non so più con certezza se la psiche è dentro di me o se io sono nella psiche come sono nei miei sogni, nelle atmosfere del paesaggio e nelle strade della città, come sono nella << musica sentita così intimamente/ da non sentirla affatto, ma finchè essa dura,/ tu sei la musica>>.
Dove finisce l'ambiente e dove incomincio io, e anzi come posso cominciare, snza essere in qualche luogo, coinvolto intimamente e nutrito dalla natura del mondo?
(James Hillman, Il codice dell'anima)
L'incontro tra oriente e occidente:
Inserito da Gilberto il Mar, 10/06/2008 - 17:59In un pomeriggio di fine estate, seduto in riva all'oceano,
osservavo il moto delle onde e sentivo il ritmo del mio respiro,
quando all'improvviso ebbi la consapevolezza che tutto intorno
a me prendeva parte ad una gigantesca danza cosmica.
Essendo un fisico, sapevo che la sabbia, le rocce, l'acqua e l'aria
che mi circondavano erano composte da molecole e da atomi in vibrazione,
e che questi a loro volta erano costituiti da particelle che interagivano
tra loro creando e distruggendo altre particelle.
Sapevo anche che l'atmosfera della terra era continuamente
bombardata da una pioggia di << raggi cosmici >>,
particelle di alta energia sottoposte a urti
molteplici quando penetrano nell'atmosfera.
Tutto questo mi era noto dalle mie ricerche nella fisica
delle alte energie, ma fino a quel momento ne avevo avuto
esperienza solo attraverso grafici, diagrammi e teorie matematiche.
Sedendo su quella spiaggia, le mie esperienze precedenti presero vita ;
<< vidi >> scendere dallo spazio esterno cascate di energia,
nelle quali si creavano e distruggevano particelle con ritmi pulsanti;
<< vidi >> gli atomi degli elementi e quelli del mio corpo partecipare
a questa danza cosmica di energia; percepii il suo ritmo e ne << sentii >>
la musica; e in quel momento seppi che questa era la danza di Siva
il Dio dei Danzatori ( e non solo), adorato dagli Indù.