Credete che gli uccelli cantino solo per gli altri uccelli?

Dovremo ampliare la nozione di ambiente nel senso
di una << ecologia del profondo>>, partendo dall'ipotesi
che il nostro pianeta sia un organismo vivente, che respira e si autoregola.
Poichè qualunque cosa abbiamo intorno può nutrire la nostra anima
in quanto alimenta l'immaginazione, la fuori è pieno di materia animica.
E allora perchè non ammettere, con l'ecologia del profondo,
che l'ambiente stesso è intriso di anima, animato, inestricabilmente fuso con noi
e non già sostanzialmente separato da noi?
La visione ecologica restituisce all'ambiente anche l'idea classica
di '' providentia'': l'idea che il mondo provvede a noi, bada a noi, ci accudisce perfino.
E ci vuole vedere intorno. Predatori, tornado,tafani in giugno
sono soltanto frammenti del quadro. Provate a pensare a quante cose
buone e profumate ci sono, invece.
Credete che gli uccelli cantino solo per gli altri uccelli?
Questo pianeta, respirabile, commestibile, bello e piacevole,
rifornito e tenuto in ordine invisibilmente, ci mantiene tutti quanti grazie
al suo sistema di sostegno alla vita. Questa si è cultura.
L'ambiente, allora, sarebbe immaginato ben aldilà delle condizioni sociali
ed economiche, al di la di tutto l'impianto culturale, come comprendente ciascuna piccola cosa che si prende cura di noi ogni giorno: i nostri pneumatici,
e le tazze di caffè
e le maniglie delle porte ed il libro che ho in mano.
Diventa impossibile escludere come irrilevante questo pezzetto di ambiente
a favore di quell'altro che invece avrebbe senso, come se si potessero disporre in ordine d'importanza i fenomeni del mondo. Di importanza per chi?
Anzi, deve cambiare la nostra stessa nozione di importanza; invece di importante per me, penseremo: << importante per altri aspetti dell'ambiente >>.Ci domanderemo: Questa cosa fornisce nutrimento ad altre cose che ci sono intorno?
Dà un contributo alle intenzioni del campo, di cui io sono soltanto
una piccola effimera parte?
Via via che si trasforma la nozione di ambiente anche il nostro modo di vedere l'ambiente cambia. Diventa sempre più difficile dividere con un taglio netto psiche e mondo,
soggetto e oggetto, qui dentro e là fuori. Non so più con certezza se la psiche è dentro di me o se io sono nella psiche come sono nei miei sogni, nelle atmosfere del paesaggio e nelle strade della città, come sono nella << musica sentita così intimamente/ da non sentirla affatto, ma finchè essa dura,/ tu sei la musica>>.
Dove finisce l'ambiente e dove incomincio io, e anzi come posso cominciare, snza essere in qualche luogo, coinvolto intimamente e nutrito dalla natura del mondo?

(James Hillman, Il codice dell'anima)